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ADOZIONE E SCUOLA


Bambini adottati e scuola: cose utili da sapere

Le coppie cui è comunicato l’abbinamento con un bambino straniero e che quindi si apprestano a partire per conoscerlo vivono una situazione così emozionalmente coinvolgente che difficilmente dedica attenzione sul tema dell’inserimento scolastico del bambino che verrà presumibilmente dato loro dato in adozione. Del resto mancano loro gli elementi per conoscere i bisogni educativi e formativi del bambino. Quando tutto è andato bene e tornano con il bambino, si trovano di fronte diversi interrogativi cui in tempi brevi devono dare risposta:
Come scegliere la scuola? Quando inserire? In che classe inserire? Come inserire?
È solo l’inizio. Quando il bambino è già entrato in classe, si pongono nuove questioni: come si affronterà all’interno della classe, la condizione di adottato del bambino? Come si faranno i riferimenti all’adozione, al suo paese di origine, alla sua storia personale, e famigliare? Come il bambino stesso cercherà di presentarsi agli altri? Come si terrà conto del suo precedente percorso di apprendimento?
Se poi nel percorso scolastico il bambino manifesterà un proprio malessere sul piano del comportamento, innescando difficoltà di relazione con i propri compagni e con i propri insegnanti o manifesterà particolari criticità nell'apprendimento.

Come muoversi?

Si presentano qui alcuni strumenti importanti di tutela del bambino adottato a scuola che riguardano le forme di collaborazione tra scuola, servizi e famiglie per accompagnare il suo percorso scolastico. . Strumenti che è importante conoscere e attivare tempestivamente per realizzare la migliore accoglienza scolastica del bambino adottato.

 

Il protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica (MIUR) e Coordinamento delle Associazione familiari adottive e affidatarie (CARE).

Dal 2013 è operativo un protocollo d’intesa tra Il MIUR e CARE.

Il protocollo afferma il principio che gli studenti in adozione siano adeguatamente accolti nei nuovi ambienti sociali vedendo riconosciute e valorizzate le proprie specificità e le differenze delle loro storie, anche attraverso il supporto di personale in grado di utilizzare i più idonei strumenti per agevolare il percorso di adozione.
È affermato l’impegno per agevolare il ruolo dei docenti nel processo d’inserimento scolastico degli studenti, fornendo loro un supporto informativo e strumenti adeguati per fronteggiare le eventuali criticità relazionali, comportamentali e cognitive;

Miur e Care s’impegnano a :
- Promuovere la formazione dei dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo sulle specificità del bambino adottato dall’individuazione di un referente scolastico regionale per l’adozione per agevolare gli istituti scolastici nella progettazione e nel coordinamento congiunto di tutte le attività promosse a favore degli studenti adottati
- Agevolare l’istituto scolastico a costruire momenti d’incontro tra famiglie adottive e docenti al fine di concordare le strategie educative più idonee, prevedendo, se necessario, il confronto con gli operatori dell’Equipe adozioni e/o dell’Ente autorizzato;
- Supportare le istituzioni scolastiche e la famiglia adottiva nell’individuare il più corretto percorso di inserimento scolastico costruito sulla base del livello di maturazione psicologica, socio-relazionale e formativo dello studente

Il Protocollo istituisce un Comitato tecnico scientifico con fine di fissare linee guida per l’individuazione di soluzioni organizzative normative idonee ad assicurare l’accoglienza scolastica e l’integrazione socio-culturale degli studenti adottati è costituito.

L’affermazione che è necessario individuare Il più corretto percorso di inserimento scolastico costruito sulla base del livello di maturazione psicologica, affettiva, socio-relazionale e formativo del bambino adottato porta come conseguenza che la fase di prima iscrizione a scuola può non necessariamente corrispondere a quella l’età anagrafica e che andranno rese flessibili le regole riguardanti le tempistiche di iscrizione in quanto i bambini possono arrivare dopo la scadenza delle iscrizioni stesse. Va inoltre considerata la possibile necessità del bambino di un periodo di ambientamento del bambino prima dell’entrata a scuola al fine di facilitare e supportare la costruzione dei legami affettivi con le nuove figure genitoriali.

L’invito alla collaborazione valorizza il ruolo dei genitori i quali possono mettere in campo le informazioni sulla storia del bambino, la precedente scolarizzazione e la loro esperienza rispetto all’inserimento in famiglia.

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Per rendere più incisive le azioni indicate nel Protocollo, si traccia la necessità che vi siano presso Circoli e plessi scolastici, insegnanti appositamente formati che siano punti di riferimento per genitori e colleghi in modo da evitare che vi siano insegnanti che per inesperienza forniscano stereotipi sulla famiglia, o svolgano attività didattiche che costringano il bambino ad affrontare la propria storia e il proprio dolore e che aiutino a scegliere libri di testo in conformità a un contenuto rispettoso ed etico sull’origine di bambini provenienti da storie di abbandono e di disagio.

Non tutti i bambini adottati hanno dei Bisogni Educativi Speciali ma alcun sì. Sebbene l’adozione non sia una condizione necessaria e sufficiente per vedersi riconosciuti dei BES, le circostanze che portano all’adozione possono in alcuni casi andare a configurare delle situazioni tali da trovare risposta proprio nei BES. Per Il riconoscimento di tali criticità è di fondamentale importanza tener conto delle competenze professionali degli insegnanti, degli operatori dei Servizi e degli Enti Autorizzati (nel caso dell’adozione internazionale) arricchite dalle competenze non professionali dei genitori.
In tale modo sarà possibile fare una reale valutazione dei carichi di lavoro sostenibili dal bambino valutando un’eventuale riduzione dei compiti e dell’impegno di studio, e individuare le forme di supporto che gli sono necessarie sul piano dell’apprendimento.

Dal maggio 2013 Care ha attivato uno Sportello a disposizione di famiglie, servizi e Enti Autorizzati contattabile al seguente indirizzo:
scuola@coordinamentocare.org
al quale ci si può rivolgere anche per risolvere situazioni specifiche

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Contributo basato sull’intervento di Anna Guerrieri
rappresentante di CARE al Convegno “Oggi tema: l’adozione - Bologna 17 ottobre 2013

La circolare dell’ufficio scolastico regionale dell’Emilia–Romagna (6 febbraio 2007)

La circolare invita famiglie e servizi a prendere preventivamente contatto con il referente dell’ufficio scolastico regionale in tema di adozione per preparare l’inserimento scolastico del bambino adottato.
Definisce auspicabile che la famiglia faccia conoscere alla scuola le strategie che adotterà sul piano affettivo e la storia personale già vissuta dal bambino.

Pone l’accento che l’accoglienza non deve, magari attraverso un eccesso di attenzioni, fare individuare il bambino come un “caso”.

Prevede che l’inserimento scolastico possa esser leggermente procrastinato rispetto all’arrivo del bambino per favorire il consolidamento del situazione familiare di accoglienza.

Afferma che va tenuto conto del percorso scolastico pregresso dell’alunno e prevede momenti di verifica e progettazione congiunta.

Per i bambini di origine straniera è prevista la possibilità di usufruire di una mediazione linguistica, come per i bambini stranieri.

Per la classe d’inserimento si consiglia di seguire la stessa procedura adottata per i bambini stranieri, anche con una valutazione di ingresso attenta.

S’invitano le istituzioni scolastiche a collaborare fornendo materiale adeguato per le relazione periodiche che gli Enti Autorizzati devono inviare nei paesi di origine.

S’invita a realizzare momenti di approfondimento tra insegnanti famiglie ed operatorio che si ipotizzano a livello provinciale.

Formazione degli insegnanti
La Provincia di Bologna organizza dal 2005 percorsi formativi per insegnanti, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado su temi attinenti all’adozione. I corsi sono rivolti in particolare ai neo-assunti

Altri protocolli a livello regionale
Specifici protocolli di collaborazione tra Istituzioni scolastiche e Servizi sono attivi nelle province di Modena, Forlì-Cesena e Ferrara.

Il Geniglio adozione e scuola
Il tema del supporto ai genitori adottivi impegnati a misurarsi con le difficoltà del percorso scolastico dei loro figli è adeguatamente trattato all’interno dei gruppi d’incontro per genitori adottivi che l’Associazione promuove. Qui le competenze dei tecnici che conducono i gruppi e il confronto delle esperienze tra i genitori possono essere utili per l’individuazione degli interventi e degli atteggiamenti che i genitori possono assumere per sostenere il loro figlio e per spiegarsi nel modo migliore possibile con gli insegnanti .
Al di là dei gruppi, specifiche questioni possono essere poste agli psicologi che operano all’interno della Associazione da parte di genitori ed insegnanti inviando una e-mail a info@geniglio.it

LINK UTILI SUL TEMA:

Regione E.R.
http://sociale.regione.emilia-romagna.it/adozioni/temi/post-adozione/adozione-e-scuola

Provincia Bologna
http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/493611180605/T/Adozione-e-scuola

Testi bibiliografia scaricabili
http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/265211180605/T/Bibliografia

 

Associazione Il Geniglio - via C.Treves 11 40135 Bologna
info[at]geniglio.it